mercoledì 31 luglio 2024

Sándor Márai
Le braci
Adelphi 

Raymond Carver
Cattedrale
Einaudi 

Massimo Cacciari
Il lavoro dello spirito
Adelphi

Alla ricerca di disintossicazione da Proust (non si leggono impunemente 600 pagine della Recherche, e siamo solo al secondo dei 7 volumi!), mi imbatto in due scrittori molto diversi e, in qualche modo opposti, tra loro e con Proust. Poi un saggio filosofico.

Márai. Per quanto il periodo del racconto sia lo stesso dello scrittore francese, Le braci raccontano un mondo radicalmente diverso e in uno stile diverso. Tanto salottiero, mondano, ciarliero e dandy quello francese, quanto ritirato, silenzioso, drammatico quello ungherese. Profondi entrambi, ma il primo esplicita la profondità psicologica attraverso lo scavo di una prosa estenuante che rappresenta però tutti i versanti di un'anima, al di là dell'apparente superficialità della chiacchiera salottiera; l'altro invece mostra la profondità dei silenzi anche di fronte alle questioni esistenziali più significative: l'amicizia, l'amore, i tradimenti, il dolore, la vita, la morte, l'arte.

Carver. Nulla di più lontano dall'uno e dall'altro. Cattedrale è la rappresentazione di un mondo desolato di uomini comuni, per lo più falliti, ma senza ampiezza e profondità, in un'angosciante solitudine, senza radici. Nei suoi racconti non succede nulla, non vi è storia né natura, né pensiero né dramma. Solitudine, alcolismo, divorzi, assenza di legami e di prospettive. "Desolazione" sarebbe stato il titolo giusto.

Cacciari. Dal mago di Messkirch al funambolo di Venezia.  Nonostante Lyotard, non cessa il fascino della grande narrazione, della reductio ad unum di un racconto filosofico in cui la irriducibile pluralità di voci in contrasto diventa la vicenda di un'unica storia ridotta a dialettica di concetti insaporita con le spezie di funamboliche etimologie. E questo anche di fronte a Max Weber, assertore dell'irriducibilità del politeismo dei valori. A tal proposito mi sa che dovrò riprendere in mano anch'io le mie ricerche su Weber, perché dovrò chiudere i miei conti, rimasti in sospeso, con me stesso, di fronte al grande sociologo tedesco.

13 agosto 2020



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