mercoledì 24 luglio 2024

Tito Boeri - Roberto Perotti
PNRR La grande abbuffata
Feltrinelli, 2023, pp. 203
 
Tito Boeri e Roberto Perotti sono due prestigiosi economisti della Bocconi; Boeri ne è direttore del Dipartimento di Economia, oltre ad essere stato presidente dell'INPS.
In questo libro i due contestano radicalmente la gestione dell'affare PNRR da parte dei tre governi che si sono succeduti, il Conte II, Draghi e Meloni, sia per l'entità spropositata dei fondi, sia per la fretta e il tempo ristretto per l'attuazione dei progetti, sia per la futilità di molti di questi, sia per la scarsa trasparenza e monitoraggio, sia infine per l'omissione della gestione del dopo, quando i finanziamenti cesseranno.
La tesi è sostenuta basandosi sull'analisi dettagliata del Piano, delle sue misure, degli investimenti previsti, dei dati e delle statistiche a disposizione sui progetti approntati, delle riforme richieste, dei contatti con le amministrazioni coinvolte sull'andamento dei lavori. Un lavoro enorme.
Naturalmente non ho gli strumenti per valutare l'attendibilità delle loro tesi. Posso solo fare qualche valutazione sommaria, con beneficio di inventario.
1. L'impressione generale è che si tratti di una posizione negativa piuttosto estrema, che coinvolge pessimisticamente quasi tutti gli aspetti. Certamente le posizioni sono argomentate, alcune in modo oltremodo convincente e col supporto di adeguata documentazione, altre meno; alcune sulla base di statistiche solide, altre di sondaggi e contatti che non hanno gran valore scientifico.
Le somme si tireranno alla fine, per il momento l'allarme sull'impossibilità di rispettare le scadenze appare esagerato, se si guarda all'andamento del piano e dei finanziamenti dopo l'uscita del libro.
La parte più convincente riguarda l'obiezione sul fatto che nessuno si è veramente preoccupato di cosa ne sarà degli investimenti e delle opere una volta cessati i finanziamenti: manutenzione, manodopera ecc. avranno dei costi che non si capisce come saranno fronteggiati.
2. Le obiezioni non sono politicamente connotate, non si attacca strumentalmente l'uno risparmiando l'altro a seconda delle simpatie politiche. Le critiche sono equamente distribuite tra i tre governi, ciascuno per la sua parte di responsabilità.
3. Stefano Firpo, direttore di Assonime (l'associazione delle Spa), che a suo tempo è stato capo di gabinetto del ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, ha recensito il libro sul Foglio dell'8 gennaio scorso, occupandosi in particolare del digitale e contestando la tesi degli autori con argomenti e fatti significativi, mostrando l'esagerazione delle loro posizioni.
4. Per quanto mi riguarda, come detto, non ho gli strumenti per fare contestazioni generali. Per competenza, mi posso occupare solo di scuola. E su questo versante penso di condividere largamente la posizione degli autori, che criticano radicalmente l'idea di puntare eccessivamente sul digitale, con una spesa faraonica, senza preoccuparsi di altri aspetti più essenziali: "Scegliere bene i docenti e promuovere quelli bravi conta molto di più di tante riforme dei curricula scolastici, per non parlare dell'ossessione per la digitalizzazione della scuola" (p. 74).
19 gennaio 2024



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