E’ una raccolta di nove racconti umoristici. Chi conosce la produzione dell’autore vi troverà elementi di discontinuità con le precedenti prove della sua scrittura (la prevalenza della vena umoristica, il tono più leggero, l’iperbole dei caratteri, l’assenza di una scrittura di elegante sperimentazione), ma anche spie riconoscibili della sua scrittura più impegnata (il sarcasmo pessimistico, la teologia).
I nove racconti focalizzano ciascuno una
caratteristica patologica del nostro sistema scolastico, talora portata
all’estremo (ma mica tanto), al punto che la rappresentazione sembra una
deformazione espressionistica come un quadro di Grosz.
Il parallelo tra i problemi della scuola
e i misteri della fede è tanto ironico quanto puntuale. Per esempio, “solo la
teologia della salvezza poteva eguagliare in complessità la tematica della
valutazione, altrettanto ricca di sottigliezze, di paradossi, di
contraddizioni, di credo quia absurdum. Come esempio, il preside scelse quello
della Triade conoscenze-abilità-competenze, di certo non meno complicata della
Trinità”.
La curvatura ironica dei richiami
teologici non deve trarre in inganno: paralleli e dispute sono rigorosamente fondati, tanto da far
venire in mente il Luis Buñuel della Via Lattea, che metteva nei titoli di coda
del film la seguente precisazione: «Tutto ciò che, in questo film, riguarda la
religione cattolica e le eresie che essa ha suscitato, particolarmente dal
punto di vista dogmatico, è rigorosamente esatto. I testi e le citazioni sono
conformi sia alle sacre scritture, sia a delle opere di teologia e di storia
ecclesiastica antiche e moderne.»
Così vediamo nel primo racconto (che dà
il titolo al libro), l’esito ridicolo del tentativo di introdurre la
valutazione del merito dei docenti (il bonus premiale), a causa della
resistenza dei docenti peggiori e
mediocri e dei sindacati, cui si piegano i presidi Prono e Tremolo, e
nonostante la probità del preside Verticale (tutti i nomi nei racconti sono
palese espressione dei caratteri e dei comportamenti); esito spiegato alla luce
della parabola della vigna. Nel secondo, “Il miracolo”, il verificarsi
dell’Evento inspiegabile che richiede anche l’intervento di una commissione
teologica per l’accertamento del miracolo. Nel terzo, “La salvezza”, uno dei
più esilaranti e godibili, si scopre, dopo la rappresentazione di un improvviso
e inspiegabile interesse degli studenti per la religione e la teologia della
salvezza, il parallelo tra questa e gli esiti della valutazione finale degli
studenti, che si schierano con le teorie dell’apocatastasi, o della salvezza
sola fide, o tramite le opere, o per la cooperazione tra le due, o infine con
l’adesione al manicheismo, in base alla valutazione che ricevono o che si
attendono. Nel quarto, “L’evangelizzazione”, è rappresentato il quadro
altrettanto esilarante dell’orientamento in entrata e del relativo scatenarsi
del marketing scolastico. Nel quinto, “Il santo rosario”, forse il meno
convincente, si scoprono alcuni dei misteri della fede (e le variopinte
tipologie della fauna scolastica). Nel sesto, “La legge”, siamo alle prese con
la famosa legge 104, e in genere con tutta la legislazione scolastica,
paragonata alla Torah e alle sue avventurose interpretazioni. Nel settimo, “La
provvidenza”, con i provvidenziali esiti degli esami preliminari dei candidati
privatisti. Nell’ottavo, “La Riforma”, assistiamo a un catastrofico (così viene
vissuto) cambio di presidenza nel Liceo “D’Annunzio”. Il rilassato e allegro
clima creato dal pensionando preside Tamerico Altrove, generoso di deleghe e
parco di presenze, viene sconvolto dall’arrivo della preside Norma Lutera, che
immantinente enuncia i 95 articoli di un memorandum ispirato al più rigoroso
Beruf. Infine, “L’esistenza di Dio” è confutata, nel nono racconto, da qualcosa
di “incompatibile con quella di Dio, anche di quello più malvagio o più
maldestro” (non riveliamo cosa).
La descrizione dei collegi docenti è uno
spettacolo da godere.
Non piaceranno, questi racconti, a molti
dei protagonisti del mondo della scuola: docenti, soprattutto sindacalisti (il
bersaglio più colpito senza indulgenza), ma anche presidi (ve n’è una
variopinta fauna, dai più invasati di delirio di onnipotenza, ai miracolati
giunti alla carica dopo un’avventurosa nullafacenza, ai proni al potere, ai
deboli e timorosi).
Ecco, dicevamo all’inizio della
discontinuità di tono e di stile, ma il quadro che ne esce è assolutamente in
tinta con la consueta atmosfera sarcastico-pessimistica di molta della sua
precedente produzione.
Per fortuna non è un saggio sulla
scuola, ma solo narrativa (sono solo canzonette?).
Nella prossima edizione, ci aspettiamo
un decimo racconto, ad illustrazione del mistero più misterioso: la
sopravvivenza della scuola, nonostante i quotidiani attentati illustrati nei
racconti.
30 gennaio 2021

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