lunedì 20 gennaio 2025

Alessandro Piperno
Aria di famiglia
Mondadori, pp. 408 

Il protagonista è il narratore, alter ego dello stesso scrittore, un romanziere e professore di letteratura francese all’Università, dove incappa in una vicenda persecutoria di una menade woke, per via di una lezione dedicata alla lettura di frasi misogine dell’epistolario di Flaubert. La maldestra difesa del professore lo conduce al licenziamento e alla cancellazione dello stesso anche dalle scene editoriali. Una vicenda da campus americano per fortuna ancora improbabile nelle università italiane.

Ma proprio al culmine della sventura, gli capita una svolta improvvisa, imprevista e, all’inizio, non voluta: la proposta di affidamento di un bambino, figlio di cugini inglesi trasferitisi in Italia e periti in un incidente di montagna. All’inizio di malavoglia, poi sempre più coinvolto, il prof. si lega al bambino e ne segue l’evoluzione fino alle soglie dell’adolescenza, quando, in seguito alla morte del nonno, un ricco ebreo inglese, si reca col bimbo in Inghilterra per assistere alla lettura del suo testamento, che assegna l’intera eredità al bimbo. Qui resta vittima di un’azione giudiziaria degli zii del piccolo, che ne rivendicano l’affidamento per godere dell’eredità. Valutati i pro e i contro, il protagonista si arrende per non esporre il ragazzo a un lungo e feroce procedimento giudiziario. Lo rivedrà dieci anni dopo al suo matrimonio in Italia, dove questi si era stabilito per seguire il suo sogno di diventare cuoco.

La narrazione scorre veloce e accattivante, il romanzo offre uno spaccato della vita universitaria, tra arriviste ideologizzate, vecchi baroni di valore, ma afflitti da lascivia e concupiscenza delle giovinette universitarie, degli ambienti della tv e delle serie televisive, dell’universo spesso ipocrita dell’ebraismo ortodosso, degli psicologismi e pedagogismi di grido, ecc. ma non risparmia uno sguardo disincantato sul cinismo e i vizi dello stesso protagonista, scrittore misantropo incapace di costruire relazioni significative, a cui l’occasione dell’affido offre la possibilità di una svolta che però sfugge ancora una volta.

19 gennaio 2025



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