Il protagonista è il narratore, alter ego dello stesso scrittore, un
romanziere e professore di letteratura francese all’Università, dove incappa in
una vicenda persecutoria di una menade woke, per via di una lezione dedicata
alla lettura di frasi misogine dell’epistolario di Flaubert. La maldestra difesa
del professore lo conduce al licenziamento e alla cancellazione dello stesso
anche dalle scene editoriali. Una vicenda da campus americano per fortuna
ancora improbabile nelle università italiane.
Ma proprio al culmine della sventura, gli capita una svolta improvvisa,
imprevista e, all’inizio, non voluta: la proposta di affidamento di un bambino,
figlio di cugini inglesi trasferitisi in Italia e periti in un incidente di
montagna. All’inizio di malavoglia, poi sempre più coinvolto, il prof. si lega
al bambino e ne segue l’evoluzione fino alle soglie dell’adolescenza, quando,
in seguito alla morte del nonno, un ricco ebreo inglese, si reca col bimbo in
Inghilterra per assistere alla lettura del suo testamento, che assegna l’intera
eredità al bimbo. Qui resta vittima di un’azione giudiziaria degli zii del
piccolo, che ne rivendicano l’affidamento per godere dell’eredità. Valutati i
pro e i contro, il protagonista si arrende per non esporre il ragazzo a un
lungo e feroce procedimento giudiziario. Lo rivedrà dieci anni dopo al suo
matrimonio in Italia, dove questi si era stabilito per seguire il suo sogno di
diventare cuoco.
La narrazione scorre veloce e accattivante, il romanzo offre uno spaccato
della vita universitaria, tra arriviste ideologizzate, vecchi baroni di valore,
ma afflitti da lascivia e concupiscenza delle giovinette universitarie, degli
ambienti della tv e delle serie televisive, dell’universo spesso ipocrita dell’ebraismo
ortodosso, degli psicologismi e pedagogismi di grido, ecc. ma non risparmia uno
sguardo disincantato sul cinismo e i vizi dello stesso protagonista, scrittore misantropo
incapace di costruire relazioni significative, a cui l’occasione dell’affido
offre la possibilità di una svolta che però sfugge ancora una volta.
19 gennaio 2025

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