George Milton e Lennie Small sono due braccianti stagionali che vagano di ranch in ranch della California degli anni '30 col sogno di mettere da parte un gruzzolo per comprare un appezzamento di terra e vivere dei suoi prodotti, finalmente senza dipendere da nessuno. Small, a dispetto del nome, è un uomo dal fisico e dalla forza enorme, ma con l'anima di un bambino, affetto da un ritardo mentale e pertanto affidato dalla zia, che l'aveva allevato da piccolo, a George, che se ne fa carico con rude amorevolezza. Small non riesce sempre a controllare la sua forza, pertanto finisce per uccidere le piccole bestiole che ama tenere con sé e carezzare (topi o cuccioli) e alla fine anche una donna, la moglie del figlio del padrone del ranch, disinvolta provocatrice di uomini, frustrata per il suo matrimonio che l'aveva isolata dai contatti mondani e dalle sue ambizioni artistiche. Finale drammatico.
Il breve romanzo di Steinbeck, scritto nel 1937, pensato per un pubblico semplice come i protagonisti, nonché per rappresentazioni teatrali (che ci furono, come anche quelle cinematografiche), è uno dei capolavori dello scrittore americano. La scrittura semplice, la lingua colloquiale perfettamente mimetica degli ambienti umani, non devono però far pensare ad un piatto realismo, in quanto il romanzo vuol essere un'allegoria della condizione umana, in cui "i migliori progetti predisposti da uomini e topi" (verso di Robert Burns, da cui è tratto il titolo del romanzo) son destinati a fallire. Qualcuno, perciò, ha parlato di "naturalismo mitico", un ossimoro non meno efficace del "realismo magico" di Garcia Marquez.
Notevole la sobria ma perfetta caratterizzazione dei personaggi: Candy, l'addetto alle pulizie, privo di un braccio per un incidente sul lavoro, col suo vecchio cane pulcioso, cieco e sdentato; Crooks, lo stalliere negro segregato, lettore risentito; Curley, il figlio del padrone, pugile dilettante attaccabrighe e sempre alla ricerca della moglie sfuggente; l'autorevole, saggio e silenzioso capomulattiere Slim, e pochi altri.
Il romanzo fu tradotto in italiano da Cesare Pavese, ma nel 2016 fu ritradotto, per la stessa casa editrice, da Michele Mari, con una resa più aderente della pur brillante traduzione di Pavese.
6 Ottobre 2025

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