martedì 10 settembre 2024

Marcel Proust
Alla ricerca del tempo perduto, Vol. V, La prigioniera
Einaudi 1978, pp. 460

Siamo al quinto volume della Recherche proustiana, centrato sulla vita in comune con Albertine, l'amante dell'autore-protagonista, sino al finale abbandono, con l'intermezzo del litigio tra i Verdurin e il barone di Charlus.

Il tema dominante è quello della morbosa gelosia del protagonista nei confronti di Albertine, tanto maggiore quanto più forti diventano i sospetti di tradimento lesbico della stessa, mentre, nei momenti in cui l'autore si convince della sua fedeltà, perciò stesso gli diventa indifferente e medita di lasciarla. "Spesso la gelosia non è che un inquieto bisogno di tirannide applicato alle cose dell'amore" (p. 89).

La sottilissima, variopinta, labirintica analisi dell'animo dei protagonisti, dell'ossessione della patologica gelosia dell'autore, delle acrobatiche bugie di Albertine, si dipanano nella consueta prosa proustiana, talora prolissa, ricca di digressioni, similitudini, metafore, preziosismi, erudizione.

E, a proposito di erudizione, sono da segnalare alcuni passaggi significativi.

Il primo è il celebre episodio in cui lo scrittore Bergotte scopre di aver trascurato di notare nel suo dipinto di culto, La veduta di Delft di Vermeer, una piccola ala di muro gialla, così preziosa che a suo dire tutti i suoi recenti scritti perdevano valore perché privi di un analoga caratteristica:"Bisognava rendere più preziosa la mia frase, come quella piccola ala di muro gialla" (p. 189).

Il secondo passaggio da segnalare è quello di alcune acute pagine di analisi e critica letteraria che coinvolgono, tra gli altri, Thomas Hardy, Stendhal, Dostoevskij, Gogol, Tolstoj e Baudelaire, insieme con alcuni brani musicali e capolavori della pittura (pp. 387-93).

Il terzo è un acuto ed esilarante passaggio sulla filosofia kantiana, memorabile anche ove non condiviso:"I caffè teosofici e le birrerie kantiane debbono rassegnarsi: noi ignoriamo deplorevolmente la natura del Bene [...] non trovo per il problema di casistica mondana che mi sta davanti nessuna indicazione precisa in quella Critica della ragion pratica in cui il grande prete spretato del protestantesimo platoneggiò alla moda tedesca per una Germania preistoricamente sentimentale e aulica, a tutti i fini utili a un misticismo pomeraniano. È sempre il Simposio, ma tenuto in questo caso a Königsberg, alla maniera locale, indigesto e casto, ammannito con crauti e senza gigolos" (p. 289).

L'altro tema del volume è la rottura clamorosa tra i Verdurin e Charlus e tra quest'ultimo e il suo pupillo Morel, a causa della zizzania seminata ad arte dai Verdurin. In questo contesto viene ripresa la sottile analisi dei moti dell'animo e delle dissimulazioni omosessuali, già visti ampiamente all'opera nel volume Sodoma e Gomorra. Con l'aggiunta di quelle lesbiche dell'amata Albertine, che si intrecciano con l'analisi dell'ossessiva gelosia. Dissimulazioni analizzate con finezza e profondità, anche in quanto proiezione di analoghe dissimulazioni dello stesso autore nella vita reale.

16 ottobre 2022



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