Massimo Recalcati
La legge della parola. Radici bibliche della
psicoanalisi
Einaudi, pp. 400
Claudio Risé
Il ritorno del padre
San Paolo, pp. 215
Arthur Conan Doyle
Il mastino dei Baskerville
The Sherlock Holmes Collection, The
Strand Magazine, pp. 318
Due libri di psicoanalisti famosi,
comprati per un regalo a un figlio che fa lo stesso mestiere, ma prima
compulsati anche per antico interesse intellettuale personale, molto
interessanti e stimolanti, anche dove si possano nutrire riserve su questo o
quell’aspetto.
Stavolta non ne farò una recensione
personale, limitandomi a riportare i quarti di copertina, che riassumono con
esattezza e completezza il contenuto.
Per alleggerire la lettura, l’ho
intervallata con uno dei più famosi episodi delle avventure di Sherlock Holmes,
ripubblicate di recente in una collezione classica.
Dal paradigma indiziario psicoanalitico
a quello del detective di Baker Street.
Recalcati.
La Legge del Dio ebraico è la Legge
della parola. Questa Legge non è solo scritta sulle tavole di pietra, ma
intende inscriversi innanzitutto nel cuore degli uomini. Essa sancisce
l'impossibilità dell'uomo di farsi Dio e, nello stesso tempo, dona a esso la
possibilità generativa del suo desiderio. Si tratta di una dialettica ripresa
in modo originale dalla lezione di Freud e di Lacan. In un lavoro senza
precedenti, Massimo Recalcati dimostra che non solo non c'è contrapposizione
tra il logos biblico e la psicoanalisi, ma che quell'antico logos ne
costituisce una delle sue radici più profonde. La critica freudiana della
religione come illusione sembra condannare il testo biblico senza alcuna
possibilità di appello. La psicoanalisi è sin nelle sue fondamenta atea perché
non crede all'esistenza di un «mondo dietro al mondo» se non come una favola
che serve ad attutire il dolore dell'esistenza. La lettura delle Scritture che
Massimo Recalcati propone in questo libro rivela invece l'esistenza inaudita di
radici bibliche della psicoanalisi. Non è una tesi teologica o una
dimostrazione filologica, ma un effetto del suo incontro singolare con il testo
biblico. Non si tratta di psicanalizzare la Bibbia, ma di riconoscere in essa
la presenza dei grandi temi che verranno ereditati dalla psicoanalisi, con
particolare riferimento all'opera di Freud e di Lacan: il carattere originario
dell'odio rispetto all'amore; la radice invidiosa del desiderio umano; il
fallimento e la necessità della fratellanza; il rapporto dialettico tra Legge e
desiderio; la funzione simbolica del Nome del padre; il lutto necessario della
totalità; la centralità attribuita al resto salvifico che sottrae la vita alla morte
e alla distruzione; la maledizione della ripetizione e la sua interruzione; la
tentazione idolatrica come desiderio perverso dell'uomo di essere Dio; la
critica al fanatismo ideologico del sacrificio; il taglio virtuoso della
separazione; l'eccedenza della gioia erotica; la scissione della Legge di
fronte al reale della sofferenza e al suo grido.
Risé
Il padre è una figura sempre in
movimento che parallelamente ispira dinamicità nei figli, stimolandoli ad
affrontare le avversità ed elevandoli verso Dio. Tuttavia, in particolar modo
negli ultimi secoli, l’importanza riservata alla paternità ha subito un
progressivo impoverimento. Soprattutto nel secondo dopoguerra, quando le ansie
per lo status sociale e le ambizioni economiche hanno trascinato i padri nelle
alienanti reti aziendali sottraendo sempre più tempo alla famiglia. Ciò ha
impresso un’accelerazione a un processo già in atto di “espulsione” del padre
dal nucleo familiare; in un clima di inquietudine che nel 2003 ha spinto Risé,
psicoanalista junghiano, a parlare del padre come di un “assente
inaccettabile”. Oggi però la tendenza sembra invertirsi in favore di un ritorno
della figura paterna nelle case, attuato principalmente dai millennial, ovvero
da quella generazione che più delle altre ha sofferto il disequilibrio
familiare. Siamo davanti alla fine degli anni ’70-80 con i loro miti
comportamentali e culturali, rafforzati da leggi che hanno indebolito la
famiglia e i suoi contenuti affettivi. Il ritorno del padre mira dunque a
restituire dignità e speranza a quel ruolo insostituibile per la crescita e lo
sviluppo dell’individuo affrontandone i movimenti nella storia, la sua
importanza, ma anche la sua assenza e finalmente il suo ritorno.
2 febbraio 2023


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