Henry Kissinger è noto a tutti. Ex segretario di stato americano, ormai centenario, ma attivissimo. Eric Schmidt è l'ex amministratore delegato di Google. Daniel Huttenlocher è un noto informatico e decano del Mit. I tre, di fronte alla sfida dell'intelligenza artificiale, hanno discusso a lungo delle potenzialità e delle minacce e il risultato di queste discussioni è riassunto in questo libro stimolante e denso, che propone le caratteristiche essenziali della IA, le possibili linee evolutive, le mortali minacce qualora non si riesca a trovare una politica comune internazionale di governo e limitazione, le grandi conquiste cui potrebbe dare luogo soprattutto nel campo medico e delle scoperte scientifiche.
Il libro fa il punto sullo stato attuale
dell'intelligenza artificiale, su come ci si è arrivati, sulle applicazioni
nelle piattaforme di rete globali, nel campo delle armi cibernetiche. In ognuno
di questi campi delinea opportunità e pericoli, pone domande cruciali, presenta
opzioni, definisce necessità di governo e limitazioni, spiegando al contempo le
difficoltà che vi si oppongono, pone domande filosofiche sull'identità umana e
la sua trasformazione in un contesto di interazione con l'IA.
Unica obiezione, secondaria in questo
contesto, riguarda i luoghi comuni di cui sono vittime gli autori, quando
delineano il quadro dell'evoluzione del pensiero dalla Grecia al Medioevo alla
Riforma all'Illuminismo, luoghi comuni risalenti a una vecchia storiografia
protestante. Nonché veri e propri errori storico-filosofici su Cartesio e gli
illuministi. Trattandosi di un testo non filosofico, sono peccati veniali,
compensati peraltro dalla capacità di porre significative questioni filosofiche
in relazione al tema trattato.
16 agosto 2023

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