Una lettura difficile ed esaltante.
Difficile. Perché la scrittura è
assolutamente ellittica. 1. Lo è il racconto, in cui sono sottintese troppe
cose, parte delle quali riesci a intravedere o intuire solo dopo molto tempo e
in modo indiretto: l'amore (platonico?) assoluto del protagonista, Western, per
la bellissima sorella, intelligentissima mente matematica, ma schizofrenica,
morta suicida giovanissima; la vicenda del recupero di un jet su un fondale
marino (il protagonista è un sommozzatore), in cui manca un passeggero, ragione
per cui Western viene perseguitato da due ignoti agenti e per cui è costretto
ad andarsene all'estero, ma che rimane oscura negli esiti; gli accenni al
padre, matematico anche lui e membro del team di Los Alamos, che porterà alla
costruzione della bomba atomica; gli amici che compaiono rapsodicamente in
dialoghi enigmatici, e che non si riesce a capire bene chi sono, cosa
c'entrano con la storia principale, ecc. 2. Lo è la scrittura: dialoghi
sincopati, gergali, senza virgolette, senza distinzione tra frasi dette
direttamente, frasi raccontate e descrizioni; racconto in cui si susseguono le
vicende, i flashback, i sogni e gli incubi, le allucinazioni. 3. Lo è per i
linguaggi specialistici che caratterizzano molte parti: linguaggio matematico,
teorie fisiche, aviazione, motori, guerra, immersioni subacquee, che hanno
richiesto l'intervento di specialisti anche in sede di traduzione, già di per
sé impresa ciclopica della bravissima Maurizia Balmelli. 4. Lo è per
l'alternarsi dei capitoli tra la vicenda del protagonista e le allucinazioni
della sorella, regolarmente "visitata" da personaggi di vario genere,
capeggiati da un piccolo focomelico chiamato il Kid con cui intrattiene
conversazioni surreali, ma brillanti, intelligenti e svitate.
Esaltante. Perché, anche senza sapere
chi è McCarthy, si capisce subito di aver a che fare con grande letteratura,
che fonde vita, filosofia, matematica, fisica, teologia, in intrecci dialogici
di grande maestria, brillante orchestrazione, alternando disperazione e
speranza, depressione e gioia di vivere, cogliendo la bellezza di piccole cose.
Un esempio di conversazione
fisico-filosofica brillantemente ucronica:
Laddove ovviamente bisogna conoscere le
argomentazioni di Kant contro la metafisica e comprendere che il protagonista
le sta utilizzando come se anticipassero obiezioni contro la meccanica
quantistica. Con una vena di umorismo.
A un certo punto c'è tutta una
ricostruzione della vicenda dell'assassinio di Kennedy, dei suoi irrisolti
enigmi e dei legami della sua famiglia con la mafia, con una minuziosa
dissertazione balistica sui proiettili e i rispettivi effetti, sulle ragioni
per cui non si poteva dare una versione diversa della vicenda, ecc. Ovviamente
la cosa non ha un significato giornalistico, ma è pura letteratura, racconto
funzionale al racconto, se si può parlare di funzionalità in un racconto così
ellittico ed enigmatico.
23 marzo 2024
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