E dopo Sherlock Holmes, Maigret! Questi
nove romanzi di una vecchia serie Mondadori, letti nel giro di un mesetto, ne
danno un'idea abbastanza chiara.
Tutto diverso rispetto a Sherlock:
diversi gli stili di Conan Doyle e di Simenon (più stringato e stringente il
primo, più lento, rapsodico ed ellittico il secondo), diversi i caratteri e le
figure dei due detective (Sherlock alto, magro, iperattivo, eroinomane,
camaleontico, logico; Maigret grosso, lento, pigro fino all'indolenza,
intuitivo), diversi i metodi investigativi (osservazione e deduzione in
Sherlock; senza un metodo apparente, Maigret preferisce immergersi nella vita
quotidiana e nell'ambiente del delitto, conversando del più e del meno).
Per l'occasione sono andato a rivedere
qualche vecchio sceneggiato degli anni sessanta. Come è noto, tra i tantissimi
interpreti di Maigret, i due più significativi sono il francese Jean Gabin e il
nostro Gino Cervi. Gabin gioca in casa, gli ambienti sono francesi, ma l'attore
è più dinamico del Maigret di Simenon, che invece è reso alla perfezione da
Gino Cervi. Certo quegli sceneggiati erano girati tutti in interni, piuttosto
scarni, per niente spettacolari, ma rendevano alla lettera Simenon (oggi
probabilmente non sarebbero palatabili per giovani e meno giovani).
Straordinaria la colonna sonora: la canzone "Un giorno dopo l'altro",
cantata da Luigi Tenco, in francese con i titoli di testa e in italiano con i
titoli di coda (ah, che struggente nostalgia!).
9 novembre 2023

Nessun commento:
Posta un commento