Recensire questo libro, divenuto un best seller mondiale, è cosa difficile
e delicata, sia per il contenuto centrale, materia esposta a reazioni emotive e
pregiudizi, sia per l'ampiezza degli argomenti, che spaziano dalla matematica
alla fisica, dalla biologia alla storia, dalla teologia alla filosofia, con
rigore ma anche con grande capacità divulgativa.
La tesi centrale del libro è che le scoperte scientifiche degli ultimi
cento anni abbiamo costituito una rivoluzione che ha prodotto un grande
ribaltamento rispetto alla precedente credenza secondo cui i progressi della
scienza segnassero inevitabilmente la morte della fede in Dio.
Dopo un'introduzione del premio Nobel per la fisica Robert W. Wilson e una
all'edizione italiana del fisico Antonino Zichichi, tutta la prima parte del
libro è dedicata all'illustrazione puntuale delle scoperte scientifiche
dell'ultimo secolo: da quella della morte termica dell'universo (seconda legge
della termodinamica), che implica la fine di esso, alla teoria del big bang,
che implica il suo inizio assoluto; dal principio antropico alla regolazione
fine dell'universo, che implica l'assoluta improbabilità che la sua evoluzione
fino alla nascita della vita sia il prodotto del caso, al salto vertiginoso
dall'inerte al vivente, un abisso anche questo inspiegabile col caso, alla
scoperta del DNA e alle sue implicazioni. L'insieme di queste scoperte implicherebbe
per gli autori una serie di prove a favore di un disegno intelligente e quindi
dell'esistenza di un Dio creatore.
Gli autori insistono sul fatto che si tratta di risultati delle scoperte
scientifiche recenti e che quindi i ragionamenti scientifici e filosofici che
escludevano la possibilità di prove o l'indecidibilità (come quelli kantiani)
erano fondati sulla convinzione che l'universo fosse infinito e statico, ma la
scienza recente ha stabilito che è finito, che ha avuto un inizio e avrà una fine
e che la sua evoluzione è determinata da una regolazione fine che esclude di
fatto il caso.
Inoltre, gli autori, attenendosi alla più aggiornata epistemologia,
chiariscono il significato del termine "prova", distinguendo tra sei
possibili tipologie di ragionamenti probanti: 1. Dimostrazioni matematiche e
logiche, che costituiscono prove assolute; 2. Prove relative a ipotesi
teorizzabili, confrontabili con la realtà, modellizzabili e sperimentabili
(prove molto solide, vicine all'assoluto, come quelle della meccanica classica
e quantistica, elettricità, magnetismo ecc.); 3. Prove relative a ipotesi come
le precedenti, ma non sperimentabili (big bang, morte termica dell'universo,
principio antropico) o 4. non modellizzabili (fisiologia, farmacologia, medicina),
che sono comunque prove solide; 5. Ipotesi teorizzabili e confrontabili con la
realtà, ma non modellizzabili né sperimentabili (teoria dell'evoluzione,
paleontologia, ecc.), per le quali la validità della prova dipende dalla
qualità e dal numero delle corrispondenze tra implicazioni della teoria e
realtà osservabile. 6. Ipotesi solo teorizzabili (universi paralleli,
multiversi) che sono pura speculazione e la cui capacità probante è nulla.
Ebbene, le prove di cui parlano gli autori apparterrebbero al quinto gruppo.
Il libro presenta un'ampia antologia di citazioni di scienziati, tra cui
Einstein e Gödel. Inoltre un capitolo è dedicato alla persecuzione dei teorici
del big bang da parte dei regimi totalitari a causa delle implicazioni della
teoria, una vicenda ignota ai più e veramente impressionante.
La seconda parte del libro è dedicata alle prove esterne alla scienza e
riguarda vicende diverse, dall'identità di Gesù al destino improbabile e
straordinario del popolo ebraico, agli argomenti filosofici tradizionali a
favore e contro l'esistenza di Dio. Chiudono il libro alcune utilissime
appendici (una cronologia universale dal big bang alle scoperte scientifiche
odierne, i parametri delle grandezze in fisica e in biologia, un glossario).
Conclusioni. A mio parere è senz'altro un libro da leggere, a prescindere
dalle posizioni sostenute, in quanto è comunque una carrellata utilissima sulla
scienza degli ultimi secoli. Nel merito aiuta a riflettere su una questione
fondamentale e, da agnostico, ritengo che mi abbia dato parecchio da pensare.
Mantengo alcune riserve sulla tesi, ma mi ha aiutato a rivedere diverse
convinzioni che credevo solide e non lo erano. Mantengo invece riserve più
consistenti sulla seconda parte, anche se, pure in questo caso, si acquisiscono
informazioni e argomentazioni da tenere in conto.
23 maggio 2024
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