lunedì 26 agosto 2024

Thomas Mann
I Buddenbrook
(trad. Anita Rho)
Einaudi, pp. 694

Rileggendo i Buddenbrook. Non ho intenzione di fare una recensione. Mi limiterò a qualche nota per così dire laterale, che mi è venuta nel corso della lettura.

1. La prima cosa che viene in mente è la stupefacente capacità di uno scrittore giovanissimo (Mann aveva 25-26 anni quando ha scritto il romanzo) di esprimere sentimenti, pensieri, meditazioni che uno immaginerebbe scritti solo da un uomo vecchio e pieno di esperienza di vita, mai da un giovane.

2. Il romanzo fu pubblicato nel 1901. Max Weber pubblicò L'etica protestante e lo spirito del capitalismo 3 o 4 anni dopo. Per quanto io consideri Weber un gigante del pensiero sociologico, non ho mai condiviso fino in fondo la sua tesi in proposito. Tuttavia, è innegabile che egli delineò un tipo umano che caratterizzò un periodo storico nel mondo tedesco e, con alcune varianti, in quello anglosassone. Ecco, chi vuol farsi un'idea del tipo umano descritto da Weber, lo trova nella prima metà del romanzo di Thomas Mann.

3. Ciononostante, è curioso notare come i personaggi del culto protestante siano piuttosto maltrattati nel romanzo, mentre le uniche espressioni di rispettosa simpatia sono nei confronti di una suora cattolica che si occupa del fine vita di due dei Buddenbrook.

4. Il romanzo delinea una parabola. Mentre nella prima metà vediamo crescere l'impresa, vediamo i personaggi affermarsi nel mondo degli affari e della politica cittadina, nella seconda metà del romanzo comincia a delinearsi la parabola discendente, e quel caratteristico intreccio decadente di arte, degenerazione, perdita di forza e odore di morte, che si ritrova in tanta parte della produzione manniana, a cominciare dalla Morte a Venezia.

15 aprile 2022



3 commenti:

  1. "Ciononostante, è curioso notare come i personaggi del culto protestante siano piuttosto maltrattati nel romanzo". Forse perché avvertiva i limiti di quel mondo?

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  2. Probabile. Ma resta il contrasto sottolineato.

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  3. Ma l'iptesi esplicativa, se plausibile, rende quel contrasto un po' meno sorprendente...

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